I curatori hanno selezionato 63 scatti del fotografo Alessandro Bergamini che esplorano gruppi tribali ed etnie in tutto il mondo e la loro capacità di resistenza culturale e identitaria. Il tema della mostra vuole così celebrare il tema della resistenza, nell’anno in cui ricorre l’80° Anniversario della Liberazione, dando risalto alla capacità di ogni popolo di contrastare le avversità che ne minano l’identità.
Le fotografie raccontano la storia di popoli che vivono ai margini della globalizzazione, mantenendo intatte le loro tradizioni, linguaggi e costumi nonostante pressioni esterne come modernizzazione, deforestazione, conflitti e cambiamenti climatici.
Questo viaggio fotografico mette in evidenza la fragilità e resilienza in cui queste comunità si trovano su un confine sottile tra sopravvivenza e scomparsa, minacciate dalla perdita delle loro terre, dall’erosione culturale e dai cambiamenti socio-economici, ma che continuano a esistere con dignità.
In grande parte le foto sono pubblicate sul libro “Humanity" premiato nel 2021 con il primo posto al concorso come miglior libro fotografico IPA International Photo Awards a New York 2021.
Un’altra parte sono pubblicate nei libri editi negli ultimi anni che fanno parte dei progetti speciali del fotografo Q’eros, oltre le nuvole 2022; The Ice Way 2023; Sumba Nothing Like Water 2024.
Inoltre si avrà la possibilità di vedere in anteprima le fotografie di Bergamini fatte in Papua Nuova Guinea e in Sud Sudan realizzate negli ultimi viaggi.
La mostra “The Edge of Humanity” si sviluppa in un percorso articolato su due livelli, offrendo un viaggio visivo nella straordinaria diversità culturale del nostro pianeta.
Al primo piano, l’esposizione è suddivisa in due sezioni. La prima è dedicata ai volti: lineamenti distintivi, sguardi intensi, segni del tempo e dell’identità. Un mosaico di tratti somatici che raccontano le molteplici espressioni dell’umanità, testimoniando storie, culture e origini diverse. La seconda sezione amplia la prospettiva, mostrando uomini e donne nel contesto dei loro territori, catturando l’essenza della loro vita quotidiana e il legame profondo con l’ambiente in cui vivono.
Salendo al secondo piano, la mostra si concentra su due importanti nuclei culturali: da un lato, un focus sulle tribù del Sud Sudan, dove il linguaggio del corpo, le pitture rituali e le tradizioni ancestrali si intrecciano in immagini di straordinaria potenza espressiva; dall’altro, una sezione dedicata alle tribù della Papua Nuova Guinea, un mondo a sé, ricco di colori, simbolismi e riti che celebrano l’identità di queste comunità uniche.
I curatori Cavessago e Ballotta, con “The Edge of Humanity”, invitano lo spettatore a immergersi in un racconto che attraversa confini e culture, mettendo al centro la bellezza della diversità umana.
Enrico Padoan, Assessore alle politiche per la cultura del Comune di Vittorio Veneto: “Siamo grati ad Alessandro Bergamini e ai curatori Fabio Cavessago e Valerio Ballotta per questa preziosa esposizione. In The Edge of Humanity si rappresenta la profondità, la resistenza, ma anche la fragilità, della diversità culturale che arricchisce il nostro pianeta. Nell’ottantesimo anniversario della vittoria della Resistenza, viviamo in un’Italia, in un’Europa e in un Occidente che sembrano aver perso la fede nel pluralismo, che consiste nella convinzione che la diversità in una società sia una ricchezza anziché un disvalore. Non è raro sentir oggi parlare di sedicenti progetti di “sostituzione etnica” che minaccerebbero le nostre identità culturali, intese come immutabili, quando invece sono in continua trasformazione pur nella loro unicità. In questo progetto, si racconta al contrario di popoli che, molto meno potenti dei nostri, davvero corrono sempre sull’orlo dell’etnocidio, ossia “la distruzione, attraverso l’imposizione forzata, delle pratiche, costumi, schemi mentali propri della cultura di un’etnia”
II Sindaco di Vittorio Veneto, Mirella Balliana: “Siamo ben lieti di poter ospitare in città una mostra con così rilevanti contenuti sociali e ambientali che abbracciano interi continenti, siamo sempre più consapevoli che la salvaguardia delle diversità e peculiarità dei territori e dei popoli sia un elemento imprescindibile per tendere ad un equilibrio mondiale di pace e di sostenibilità. In questo particolare momento storico, nel quale quotidianamente vengono minate le regole basilari della convivenza civile, queste immagini ci inducono a impegnarci ancora di più nell'affinare dei percorsi di sviluppo sostenibile e umanamente compatibili”
Per Informazioni
Comune di Vittorio Veneto - Ufficio IAT
iat@comune.vittorio-veneto.tv.it 0438.57243 - 375.6764000
Orari mostra
Sabato e domenica
10.00 - 13.00
16.00 - 19.00
Ingresso libero
Progetto organizzato da
Comune di Vittorio Veneto
LAB 77 APS
GBK Malta Ltd - Culture18fineart
Curatori
Fabio Cavessago
Valerio Ballotta
Alessandro Bergamini - fotografo
Alessandro Bergamini nasce nel 1986 a Finale Emilia, Modena. Fotografo internazionale, durante i suoi viaggi in luoghi remoti del mondo riesce a cogliere attimi di luce tra culture sconosciute. Vanta numerosi premi tra cui il terzo posto al concorso National Geographic Italia 2015, Monochrome Photography Awards 2020, il primo posto al concorso come miglior libro fotografico IPA International Photo Awards di New York 2021 con Humanity e il TPOTY Travel photographer of the year 2021. Partecipa a TEDx Talk con il suo intervento Fotografare la diversità: viaggio nella bellezza dell’umanità. Nel 2022 è ospite con una mostra personale al festival Riaperture di Ferrara e al Treviso Photofestival.
Sempre nel 2022 avvia insieme al curatore d’arte Valerio Ballotta un importante progetto che prevede una spedizione in Perù per fotografare i popoli delle Ande, le cui opere sono state esposte in tiratura limitata in diverse importanti gallerie d’arte tra cui la Galleria Ceribelli di Bergamo e II- Ħaġar - Heart of Gozo Museum a Malta, con la pubblicazione del suo secondo libro: “Q’eros. Oltre le nuvole”.
Nel 2023 si aggiudica il 3° posto al “World Water Day contest”, dedicato alla giornata mondiale dell’acqua, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, ed è stato tra i fotografi selezionati al Dubai photo festival XPOSURE.
Il progetto prosegue con una importante spedizione in Zanskar a fine gennaio, affrontando il Chadar Trek, uno dei trekking più pericolosi che ci siano percorrendo il fiume ghiacciato con le popolazioni locali fino ai loro monasteri. Da questa grande avventura è nato il volume “The Ice Way”, a cura di IKOS, Architettura della Comunicazione e coordinato da GBK Malta – Culture18fineart e relativa esposizione fotografica a Modena.
Da fine 2023 al 2024, Alessandro ha continuato il Progetto Humanity con viaggi in Papua Nuova Guinea, Perù e Sud Sudan. Da questi viaggi è nato un importante evento: la mostra alla Galleria Ceribelli di Bergamo “La Bellezza nella Diversità” curata da Valerio Ballotta, Arialdo e Marta Ceribelli.
A maggio 2024 Save The Duck celebra il progetto “Nothing Like Water”, in collaborazione con la NGO indonesiana The Sumba Foundation attraverso una mostra fotografica di Bergamini con 30 fotografie esposte a Milano in Corso Vittorio Emanuele. Le fotografie sono raccolte nel libro “Nothing Like Water”, a cura di Wise Society, coordinato da Valerio Ballotta GBK Malta – Culture18fineart, con testi di Vincenzo Petraglia. All’interno del volume sono presenti contenuti video visibili con QR Code, di Mattia Bianco.
www.alessandrobergamini.it